venerdì 9 maggio 2008

Benvenuti

Questo blog nasce dall'iniziativa di un piccolo nucleo di giovani storici ispanisti desiderosi di ragionare sulla storia e sull'attualità spagnola.
In questi ultimi anni l'attenzione verso le questioni spagnole è aumentata in maniera esponenziale, parallelamente ad una sempre più strombazzata crescita del paese iberico in tutti i campi.
Si è parlato molto sulla stampa italiana di una "lezione spagnola", di un esempio virtuoso di democrazia funzionante opposta alle disfunzioni del nostro sistema politico e partitico. Si è parlato di memoria, del peso che ha avuto sulla Transizione spagnola e su quanto ha giovato sul corretto funzionamento degli equilibri democratici. Si è parlato di Aznar e delle sue ricette economiche e poi di Zapatero assurto improvvisamente a simbolo di un socialismo radicaleggiante. Si è parlato molto in questi anni di Spagna, ma sempre con l'occhio rivolto alle vicende politiche italiane, cercando semplificazioni utili al nostro dibattito politico. Il rischio di una Spagna caricaturizzata, paradiso od inferno a seconda delle esigenze del momento, si è imposto pertanto sull'analisi seria di quella realtà.
Persino il dibattito storiografico ne è stato condizionato: basti pensare alle discussioni originatesi in seguito alla pubblicazione del libro, per molti aspetti interessante, del prof. Ranzato (il passato di bronzo, Laterza, 2006) ed alle appendici polemiche derivate dalla comparazione tra la strage delle Fosse Ardeatine e gli eccidi repubblicani di Torrejòn de Ardòz e Paracuellos. La scelta dell'autore di paragonare (provocatoriamente?) i tragici episodi di violenza repubblicana commessi durante la guerra civile, alle stragi naziste avvenute in Italia (ma moltiplicate per 10, 100 etc) si inserì difatti, e forse non a caso, in un dibattito mediatico e politico aizzato dai "nuovi" contributi di Pansa sulle violenze rosse nel primo dopoguerra. Un esempio, ma non l'unico, di dibattito storiografico strumentalizzato a fini nostrani od una semplice coincidenza?
Qualcosa di simile era d'altronde già avvenuta in seguito alla pubblicazione del La lezione spagnola ( Il Mulino, 2003) di Perez Dìaz, con la prefazione di Michele Salvati, confermando l'impressione che ogni dibattito avente per oggetto la storia più recente della Spagna abbia, invariabilmente, alimentato polemiche nostrane o sia scaturito direttamente da queste: in fondo è questa "Spagnitalia", un paese immaginario che spesso occupa le pagine dei nostri giornali.

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